Interview to Matteo Vicino
Below a recent interview to Matteo Vicino, the director, published online on:
Di seguito una recente intervista a Matteo Vicino, il regista, pubblicata online su:
http://blog.panorama.it/culturaesocieta/2012/05/14/matteo-vicino-presenta-young-europe-sulla-strada-si-muore-come-in-guerra
Quello della distribuzione cinematografica italiana è un problema serio, grave e complicato. Sono pochissimi i nomi che rischiano, la maggior parte dei distributori italiani preferisce puntare sul sicuro e i giovani registi si ritrovano il più delle volte con un film, magari autoprodotto, nel cassetto o in un paio di sale. Iniziano così a farsi sempre più strada soluzioni alternative alla tradizionale uscita in sala: circuito dei festival in primis, rete web e diffusione in dvd.
Per Young Europe di Matteo Vicino (in concorso al Festival del Film di Milano) si è giunti a un terzo passo: la proiezione gratuita del film in scuole e università, trattandosi di una pellicola a scopo educativo sulla sicurezza stradale. Andrebbe fatto vedere “a tutti i ragazzi, per capire e salvarsi”, ma ancora non trova distribuzione.
Ci racconta la genesi del suo film?
Tutto nasce grazie a Elisabetta Mancini, Vice Questore della Polizia di Stato, che mi ha convinto a portare prima in scena e poi sullo schermo il tema della sicurezza stradale. Dall’esperienza dello spettacolo Icaro e del mio libro, abbiamo deciso di avviare un progetto filmico co-finanziato dal Governo italiano e dalla Comunità Europea. Nelle intenzioni doveva essere un cortometraggio, poi ci siamo resi conto che era il caso di farne un vero e proprio film. E già abbiamo ottenuto tre nomination al Milano International Film Festival, per miglior regia, miglior montaggio e miglior attrice protagonista.
Il prossimo passo qual è?
Il Festival di Giffoni, e poi si continua, grazie alla Polizia, con un percorso didattico di proiezioni gratuite nelle università di tutta Italia. Speriamo tutti che riesca a uscire in sala ma è complicato. Anche perché vorremmo fosse gratuito: in primis perchè non c’è dietro un produttore che deve guadagnare, ma le istituzioni, e poi perchè per noi è importante che i ragazzi lo vedano. Per svegliarsi, per capire, per salvarsi. E’ un genere di film che in Italia non esiste, non commerciale e, speriamo, in grado di salvare la vita a chi lo vede.
Come mai ha scelto di fare un film sulla sicurezza stradale?
Faccio un rapido esempio: tutti pensiamo e ricordiamo giustamente Nassiriya, dove in un giorno sono morti 12 italiani. Ecco, in Italia ci sono 12 morti ogni giorno sulle strade eppure facciamo finta di niente. La prima causa di morte per i giovani sono proprio gli incidenti stradali, e ognuno di noi, me compreso, ha avuto amici cari che si sono spenti così.
Un film non commerciale e a scopo educativo: perchè non trova uno sbocco distributivo?
Il problema è che in Italia spesso le opere cinematografiche restano invischiate in beghe politiche. In più ormai distribuzione e produzione italiana premiano solo progetti commerciali, realizzati sempre dalle stesse persone. A parte Domenico Procacci, in pochi rischiano davvero, e quei pochi spesso non vengono premiati dal pubblico. Io sarei pronto a regalare i diritti a chiunque voglia portare al cinema e distribuire Young Europe.
Ha citato Procacci per Diaz?
Sì, lo trovo un film straordinario, anche se dà una visione della polizia molto diversa dal nostro: la Polizia stradale è fatta di persone stupende che lavorano di continuo per salvare delle vite, e non vengono premiate come dovrebbero.
Altri progetti in cantiere?
Il 18 giugno inizio a girare in Puglia con Nicolas Vaporidis, Camilla Ferranti, Claudia Potenza, Massimo Ghini il film Crisi d’identità, su due ragazzi costretti a fingersi gay per avere fondi per un progetto di moda. E capiranno sulla loro pelle cosa vuol dire fingere. Parleremo di omosessuali e coppie di fatto, mi piacerebbe continuare a fare cinema trattando tematiche attuali di un certo peso.
Tutto nasce grazie a Elisabetta Mancini, Vice Questore della Polizia di Stato, che mi ha convinto a portare prima in scena e poi sullo schermo il tema della sicurezza stradale. Dall’esperienza dello spettacolo Icaro e del mio libro, abbiamo deciso di avviare un progetto filmico co-finanziato dal Governo italiano e dalla Comunità Europea. Nelle intenzioni doveva essere un cortometraggio, poi ci siamo resi conto che era il caso di farne un vero e proprio film. E già abbiamo ottenuto tre nomination al Milano International Film Festival, per miglior regia, miglior montaggio e miglior attrice protagonista.
Il Festival di Giffoni, e poi si continua, grazie alla Polizia, con un percorso didattico di proiezioni gratuite nelle università di tutta Italia. Speriamo tutti che riesca a uscire in sala ma è complicato. Anche perché vorremmo fosse gratuito: in primis perchè non c’è dietro un produttore che deve guadagnare, ma le istituzioni, e poi perchè per noi è importante che i ragazzi lo vedano. Per svegliarsi, per capire, per salvarsi. E’ un genere di film che in Italia non esiste, non commerciale e, speriamo, in grado di salvare la vita a chi lo vede.
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